Storia

Anna Politkovskaja 30 agosto 1958 – 7 ottobre 200

Anna Politkovskaja 30 agosto 1958 â 7 ottobre 200

Abbiamo parlato della Russia in più occasioni. Dell'Ex Unione Sovietica. Dell'Eurasia, o chiamatela come volete.

La Russia, o chiamatela come volete, non era più solo la Russia, ora era la Russia di Putin. Le guerre civili che la attraversavano o l'avevano attraversata non erano di quelle notizie di cui i giornali o i giornalisti amano sporcarsi le mani. Si lasciavano al buio ed al silenzio delle loro terre.

Una coscienza la Russia l'aveva ancora però, questa coscienza aveva un nome, un cognome ed un volto. Il volto era quello di una donna dallo sguardo libero. Quello sguardo lì portava il nome ed il cognome di Anna Politkovskaja.

La ricordiamo oggi perché donne e uomini come lei devono trovare posto nella storia, vite a cui il potere ha messo fine non devono finire mai per davvero. L'uomo e le idee, ricordate?

Prego tutti i giovani del mio tempo, tutti quelli che come me sono nati e stanno crescendo in questo trentennio, di non lasciare all'oblio sacrifici come quello di Anna Politkovskaja.

E se non sapete bene chi era, se non vi hanno informato abbastanza sul suo passaggio divino per questa terra allora proverò a farlo io. Se anche solo uno dei miei concittadini sul mondo dovesse apprendere di Anna Politkovskaja grazie alle mie parole, questo mio scrivere forsennato non mi sarà sembrato vano.

Anna Politkovskaja era una giornalista russa che aveva denunciato le torture alla quali erano sottoposte le popolazioni Cecene. Sebbene avesse ragione di temerlo, in realtà Anna Politkovskaja si oppose sempre al regime del presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.

Dal 1999 in Cecenia la federazione russa porta avanti una guerra sanguinaria, che calpesta ogni diritto civile. Vengono presi prigionieri i civili, alcune cittadine vengono ridotte in povertà, senza acqua, senza corrente elettrica, senza cibo. Anche solo essere sulle quelle terra come cronista vuol dire essere vittima delle stesse violenze, delle stesse violazioni dello stato di diritto.

La storia del mondo, non cambia mai. Uomini massacrano uomini per il controllo dei territori. E' questo il motivo per cui c'è la guerra lì in Cecenia, perché la federazione russa vuole riprendere il controllo su quelle terre.

Il mondo tace, davanti a questo orrore, il monde taceva.

Anna Politkovskaja no, lei era lì, andava a vedere la fine dell'umanità dritta in faccia. Era lì come cronista ma anche come conforto, visitava ospedali e campi profughi. Spesso finiva in carcere, la interrogavano, la tenevano lì. Poi la liberavano, ma sempre le promettevano con non l'avrebbero dimenticata.

Nel 2004 cercano di avvelenarla. Tentativo fallito. Le analisi del sangue della Politkovskaja che avrebbero potuto testimoniare il tentato omicidio non verranno mai ritrovate.

Anna Politkovskaja non si ferma.

Tra il 2003 ed il 2005 scrive:

Dania e la neve. Il genocidio in Cecenia, il destino di tre donne

Cecenia, il disonore russo

La Russia di Putin

Proibito parlare

Non riuscirà a vedere la pubblicazione di tutti i suoi romanzi. La Russia di Putin e Proibito parlare saranno pubblicati postumi.

Postumi a cosa?

Postumi all'assassinio di Anna Politkovskaja. Il 7 Ottobre 2006 la valorosa giornalista russa venne assassinata nell'ascensore del suo palazzo. Tornava dalla spesa, a casa ad aspettarla c'era sua figlia. In uno dei suoi saggi di cui non riuscì a vedere la pubblicazione la Politkovskaja diceva:

« Sono una reietta. È questo il risultato principale del mio lavoro di giornalista in Cecenia e della pubblicazione all'estero dei miei libri sulla vita in Russia e sul conflitto ceceno.

A Mosca non mi invitano alle conferenze stampa né alle iniziative in cui è prevista la partecipazione di funzionari del Cremlino: gli organizzatori non vogliono essere sospettati di avere delle simpatie per me.

Eppure tutti i più alti funzionari accettano d'incontrarmi quando sto scrivendo un articolo o sto conducendo un'indagine.

Ma lo fanno di nascosto, in posti dove non possono essere visti, all'aria aperta, in piazza o in luoghi segreti che raggiungiamo seguendo strade diverse, quasi fossimo delle spie.

Sono felici di parlare con me. Mi danno informazioni, chiedono il mio parere e mi raccontano cosa succede ai vertici.

Ma sempre in segreto. È una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci. »

Vedere le anime più valorose del mondo assassinate, quella è una situazione a cui non ti abitui, ma impari a conviverci.

Anna Politkovskaja 30 agosto 1958 â 7 ottobre 200 Anna Politkovskaja 30 agosto 1958 â 7 ottobre 200

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