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L’eterno ragazzo (ma non è Gianni Morandi)

Lâeterno ragazzo (ma non è Gianni Morandi)

Era la fine dei ruggenti anni '80: in principio fu "Gimme five, alright!", "Sei come la mia moto, sei proprio come lei" (nel video una giovanissima Rosita Celentano), "No Vasco, no Vasco io non ci casco". Gli adulti all'epoca pensarono di trovarsi davanti al solito cretino dai movimenti inconsulti e le rime caotiche, i ragazzi lo amarono da subito: parliamo di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti (o Giovannotti come molte delle nostre nonne o madri l'hanno chiamato per anni).

Dopo una carriera iniziata davanti a piatti e microfono, che gli valse anche la collaborazione con Albertino, nel 1988 Lorenzo pubblica il primo album, "Jovanotti for president"; da qui l'avvio di una discografia decisamente ricca, nella quale si nota la crescita e il cambiamento di questo ragazzo con il sorriso perenne sulle labbra.

Nel 1991, con l'album "Una tribù che balla", si inizia a percepire la svolta artistica del rapper , che da spensierato diventa più riflessivo e ricolma di contenuti i suoi brani: "Lorenzo 1992" (già il ritorno al proprio nome reale, che sostituisce lo pseudonimo, è indicativo) contiene pezzi storici come "Ragazzo fortunato"o "Non m'annoio", ma anche brani di un sapore diverso, come "Chissà se stai dormendo", che svelano quel suo lato romantico e sognante che tanto ci colpirà negli anni a venire.

Con "Lorenzo 1994" il cambiamento diventa più che evidente: il disco contiene "Penso positivo", ancora un retaggio del vecchio stile, arricchito da contenuti impegnati ("Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che parte da CHE GUEVARA e arriva fino a MADRE TERESA passando da MALCOM X attraverso GANDHI e SAN PATRIGNANO arriva da un prete in periferia che va avanti nonostante il Vaticano"), la splendida "Serenata rap" e "Piove".

Nel 1997 Lorenzo pubblica l'album che è stato responsabile della mia personale infatuazione nei suoi confronti, "L'albero", nel quale regna un nuovo elemento, quello della world music, passione crescente di colui che ormai può essere definito tranquillamente un cantautore sui generis. Tutti abbiamo cantato a squarciagola "Bella" e "Questa è la mia casa" (la casa dov'è!), ma buttate un orecchio anche a "Luna di città d'agosto" ("va e dille che sto bene di non pensare a me di lasciar perdere il vento soffia e il tempo passerà" lacrimuccia assicurata).

"Capo Horn " esce due anni dopo, con un Jovanotti divenuto papà: è il disco di "Per te", che ci conferma il suo essere un po' poeta, così come "Un raggio di sole". Quello che mi sorprende sempre di quest'uomo è il senso di pace e positività che riesce a trasmettere: e non serve essere cinica o disillusa verso il mondo e l'amore, Lorenzo ti frega sempre, strappandoti una lacrima o un sorriso. Non si scampa.

Nel 2002 viene pubblicato "Il quinto mondo", che non mi convince fino in fondo, ma contiene delle perle come la semplice e tenera"Ti sposerò" e "Morirò d'amore" ("sono mela e me ne sto sul ramo ma se non mi cogli in tempo cado a terra e marcirò, sono spina e me ne sto sul muro ma non servo a niente se tu non mi dai elettricità").

"Buon sangue" esce il 13 maggio del 2005: il tormentone "Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto", "Mi fido di te" (girava voce che l'avesse scritta per la moglie , come segnale di perdono dopo il tradimento della suddetta...non sappiamo se sia vero, ma comunque tanta tanta tanta invidia), e "Una storia d'amore" permettono al nostro ex-ragazzino di raggiungere la vetta della classifica e piazzare un bel po' di vendite.

Proprio quando si pensa di aver raggiunto l'apice del proprio successo, si scopre che c'è sempre posto per altri traguardi: "Safari", del 2008, ne è la prova, seguito da un tour spettacolare e trainato da singoli come "Fango", con assolo di chitarra di Ben Harper, "Mezzogiorno" e soprattutto "A te". Quest'ultima ha commosso e fatto sospirare migliaia di donne, che hanno immediatamente consegnato a Lorenzo il riconoscimento di "uomo ideale 2008": chi può competere con "A te che sei l'unica al mondo l'unica ragione per arrivare fino in fondo ad ogni mio respiro...A te che non ti piaci mai e sei una meraviglia"?

Il resto della storia l'abbiamo sotto i nostri occhi in questo periodo, ma siamo già nel 2011, quindi mi fermo qua. Si può parlare d'amore senza essere fintamente sdolcinati? Si.

"A volte penso che: nel momento in cui uno ride, quello sia veramente un momento in cui si aprono le porte della percezione e l'Eternità entra in noi." Jovanotti

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